I centri storici delle cittadine piemontesi, sono interessanti per il loro impianto storico generale che custodisce un vasto catalogo di architetture per l’abitare, per il lavoro artigiano, quello dei campi e dell’allevamento, raggruppati in piccoli nuclei lungo la strada che li collegava ai percorsi verso i luoghi dei mercati più grandi o quelli di collegamento fra città. 
È una caratteristica più in generale del territorio italiano, interessante perchè ancora oggi leggibile nella loro funzione e talvolta ancora presente. 
Gli elementi architettonici con i quali mastri artigiani, costruttori, fabbri, falegnami, decoravano queste architetture povere per dare “lustro” e riconoscibilità a loro stessi ed alle famiglie per le quali lavoravano, sono spesso ancora “leggibili” e recuperabili.  È un lavoro affascinante ritrovare le tracce di questi caratteri che emergono sotto alla “pelle” costruita dal sovrapporsi degli interventi nel tempo.  

I “Piani del Colore e delle Facciate”, così come concepiti dal nostro studio, sono mirati a riscoprire questi caratteri ed a fornire gli strumenti operativi per farli riemerge, con pazienza, progressivamente. Non solo colore dunque ed imbellettamento in questi progetti ma ricerca dei caratteri originari e ove possibile la riscoperta delle architetture e del disegno urbanistico “naturale” dei borghi antichi e della loro storia.

Il progetto

L’analisi puntuale degli edifici determina una classificazione per tipologie, per epoca di realizzazione, stato di conservazione, presenza di interventi che ne hanno trasformato in tutto o in parte la natura. La classificazione determina la categoria di interventi  e diventano gradualmente prescrittivi in relazione alla tipologia di intervento che la proprietà si accinge a fare. Se è un semplice ripristino di facciata saranno prescrittivi i colori; se è un intervento di ristrutturazione saranno prescrittivi anche i materiali ed i componenti e, ove possibile gli allineamenti della aperture originarie.
Il Piano dunque propone di procedere al recupero di pari passo al naturale percorso manutentivo dei singoli edifici guidandolo senza costrizioni temporali.
Una tavolozza generale dei colori guida la scelta delle finiture, a partire dal colore dominante di fondo per individuare le possibili alternative di colore per gli elementi architettonici e dei componenti (serramenti, ringhiere, …), una scelta compositiva guidata ma con ampi margini di libertà

Dati di Progetto
Progetto: TangramStudio – GianiArchitetti, Alice e Giorgio Giani (già Camillo e Giani architetti associati)
Committenza pubblica: Comuni di Orbassano / Sant’ambrogio / Pianezza